(A 243 km) NotoLa città, costruita su terrazzi e collegata perciò da monumentali gradinate, è un continuo fiorire di splendidi edifici e particolari del più pregevole e ricco barocco. Nel 1693, Giuseppe Lanza Duca di Camastra, nominato Vicario Generale per la ricostruzione della Val di Noto, stabilisce di costruire la città in altro sito. La nuova Noto settecentesca è l’espressione dell’ingegno e del lavoro di tante personalità che ad essa si dedicarono.

La visita prende avvio da viale Marconi ove si trova l’ex convento dei Cappucini, dove è custodita una statua lignea dell’Ecce Homo proveniente da Noto antica. Superata la porta Reale del 1838 costruita in onore di Ferdinando II di Borbone, ha inizio il Corso Vittorio Emanuele che mostra lungo tutto il suo asse, la chiesa di S. Francesco o dell’Immacolata, l’ex convento dei Francescani, con un ampio terrazzo che ospita una statua della Vergine ed anche il monastero del Salvatore, del 1706, ove trova posto il Museo Civico. Dopo s’incontra la chiesa di S. Chiara e infine si raggiunge la piazza del Municipio che mostra in posizione isolata il Palazzo Ducezio, edificato nel 1746 su progetto di Vincenzo Sinatra. Di fronte in posizione simmetrica si trovano due aiuole alberate che contengono rispettivamente il Palchetto della Musica e il Monumento ai Caduti che fiancheggiano la scenografica scalinata della chiesa Madre, edificata all’inizio del settecento.

Attiguo alla chiesa Madre è il Palazzo Vescovile e la chiesa del Salvatore con il contiguo Monastero. Chiudono la scenografia della piazza il settecentesco Palazzo Landolina di S. Alfano e verso ovest il palazzo Nicolaci Villadorata che segna l’inizio della salita Nicolaci. Da ricordare la celebre “infiorata” una particolare ricorrenza che vede, ogni anno, una delle strade più belle di Noto ricoperta di fiori che formano dei bellissimi disegni barocchi.

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